IL TRADING CON LA DF


L'approccio al trading proposto nella Scuola si basa su vari aspetti diversi, perlopiù compresi nel Quadrato dell'analisi. Il ruolo principale è svolto dalla mia teoria della distribuzione dei flussi, che individua i flussi rilevanti, quelli che muovono il mercato, nel loro spostamento ininterrotto ogni giorno, ogni minuto, ogni istante, dalle attività di rischio a quelle risk free e viceversa.

 In condizioni positive, percepite come positive o in miglioramento dello scenario, i flussi rilevanti si spostano verso le attività di rischio, cercando il maggiore rendimento offerto in questa fase dalle azioni, le valute e gli altri asset growth sensitive:
condizione risk-on ==> salgono i mercati azionari.
 In condizioni negative, percepite come negative o in peggioramento dello scenario, i flussi si spostano verso le attività risk free, cercando rifugio dalla discesa dei prezzi degli asset di rischio nei bond risk free, nelle valute e negli altri asset difensivi o meno growth sensitive:
condizione risk-off ==> scendono i mercati azionari.
Queste due condizioni danno forma a circa il 75% dei casi del mercato. Ci sono poi altre due condizioni che riguardano il rimanente 25% dei casi. Analizzando la DF senza correttivi, queste due fasi danno forma a casi di inefficienza del modello.

 A volte i flussi rilevanti escono indiscriminatamente da tutti i segmenti delle due asset class coinvolte nell'analisi della DF. Sono momenti di paura e di vendita non selettiva di tutti gli asset.
condizione sell-off ==> scendono tutti gli asset.
 Altre volte i flussi rilevanti entrano indiscriminatamente su tutti i segmenti delle due asset class coinvolte nell'analisi della DF. Sono momenti che in genere coincidono con fasi di ricopertura di posizioni short sorprese da situazioni di veloce e notevole ottimismo, e dunque di acquisto non selettivo di tutti gli asset. Spesso questa condizione segue una fase di sell-off.
condizione buy-all ==> salgono tutti gli asset.
Queste due condizioni sono scoperte della mia ultima fase di ricerca, soprattutto a seguito di una generale tendenza alla minore efficienza delle normali correlazioni in questa fase storica. Verranno definite nella scuola e successivamente nei miei prossimi scritti. Si identificano incrociando l'analisi dei flussi con l'analisi economica e delle fasi precedenti. In questi casi (per ora) non è possibile nessun tipo di previsione direzionale e si consiglia di non operare.

I flussi rilevanti sono sotterranei al mercato, cercano di non farsi notare, ma sono identificabili con gli strumenti di analisi che utilizzo; sono quelli che iniziano, proseguono o invertono tutti i trend sui mercati azionari, comprese ovviamente le correzioni.

Qui non si tratta solo di formulare delle ipotesi o scenari probabilistici, come si fa davanti a un grafico analizzato con l'analisi tecnica: qui si cercano delle evidenze di flusso, che normalmente hanno peculiarità di chiarezza e di anticipo rispetto al movimento dei mercati azionari. Tutto ciò, unito alle risultanze dell'analisi economica, che evidenzia ciò che in teoria dovrebbe succedere, dà forma ad un approccio scientifico ai mercati.

L'analisi tecnica è il terminale operativo, e rimane l'unico modo per scegliere il timing e/o il livello di entrata o di uscita nelle posizioni. Essa risulta un ottimo e necessario ausilio alle altre parti del metodo nella costruzione di ogni operazione. La guardiamo però alla fine dell'analisi, quando sappiamo già cosa fare.

I mercati sono irregolari, difficili, spesso manipolati, per cui le certezze assolute non esistono: le perdite sono inevitabili e le attese di profitto devono essere moderate e realistiche. Ma operando secondo uno schema efficiente di analisi e di trading, integrato da un buon money management, i risultati saranno positivi con una probabilità elevata.